Questa la Sua lettera di adesione.
“E’ con immenso piacere che saluto l’edizione 2012, del Premio Cento alla Stampa locale, che festeggia l’undicesimo anno di vita. Mi è già capitato di partecipare come formatore o relatore a precedenti edizioni con iniziative sia a Bologna che a Cento.
Anche per il 2012 gli organizzatori, a cui rivolgo un plauso per la costanza, la caparbietà e il coraggio, stanno preparando un’edizione che, come sempre, si preannuncia esaltante e significativa. E questo sia in termini di contenuti che di personalità coinvolte.
Sottolineo che l’idea di dedicare una sezione del Premio ai giornali on line è stata una scelta vincente sia dal punto di vista strategico che di elaborazione di un progetto pieno di significati.
Questo Premio, dedicato alla Stampa locale, ed anche ai tanti giornali prodotti dagli Enti Pubblici è una vetrina importante in un momento di particolare sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Perché un buon giornale locale, un buon periodico di un ente, possono rappresentare un punto d’incontro fondamentale nel difficile rapporto tra legalità e trasparenza nella Pubblica Amministrazione.
A questo si aggiunge l’apporto delle nuove tecnologie.
E’ bene osservare come il tema del rapporto fra legalità e Pubblica Amministrazione è cruciale in un sistema democratico, considerando la Pubblica Amministrazione uno snodo fondamentale del rapporto cittadino – Stato. Il cittadino incontra lo Stato e il sistema politico in generale attraverso la PA e parte del processo cognitivo che forma la cultura politica di ciascuno di noi viene forgiato da quel rapporto. Quindi la percezione della legalità e dell’illegalità nel sistema ha origine innanzi tutto nella relazione che la PA costruisce con i cittadini e nelle risposte che offre.
La Pubblica Amministrazione sta affrontando un faticoso percorso di evoluzione che vede come punto di partenza la Legge 150 del 2000, che impone alla P.A. il dovere di informare e sancisce il diritto del cittadino ad essere informato. A partire da questo punto in avanti, nel corso di oltre dieci anni, abbiamo assistito ad una lenta marcia verso la costruzione di un nuovo modello di Pubblica Amministrazione, aperta al dialogo, in relazione con il cittadino, al servizio della comunità, alla quale rendere conto di ciò che si realizza in termini di servizi e diritti garantiti in funzione degli obblighi richiesti. Questi anni sono stati nel contempo quelli dell’esplosione di internet e di tutte le forme di comunicazione e relazione bidirezionale che esso consente. Le istituzioni stanno affrontando anche questo percorso, più in parallelo che come parte integrante di una visione unica. L’analisi constante dei portali pubblici italiani condotta con cadenza annuale ci mostra l’evoluzione di questo viaggio della PA con una metodologia consolidata e approvata dagli stessi attori, di verificare attraverso l’esame della grafica, dei contenuti, dell’interattività e dell’accessibilità dei portali la capacità di produrre trasparenza e quindi gestire processi di legalità.
Il particolare momento storico, caratterizzato da una profonda crisi economica e sociale vede le Istituzioni, la politica sempre più lontane dal cittadino. Un rapporto fortemente incrinato, una sfiducia radicata per una politica incapace di fornire risposte concrete anche sul web.
La comunicazione al centro del concetto di trasparenza che contribuisce, se ben studiata e articolata alla costruzione sociale della legalità“.
Francesco Pira
Docente di Relazioni Pubbliche e
Comunicazione delle Organizzazioni Complesse
Università degli Studi di Udine